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Oppo Find X9 Ultra, la prova: una super fotocamera Hasselblad travestita da smartphone

Oppo Find X9 Ultra, la prova: una super fotocamera Hasselblad travestita da smartphone

Il nuovo flagship di Oppo è "Ultra" davvero, grazie a un comparto fotografico professionale e una batteria al silicio-carbonio molto generosa. Siamo di fronte a uno smartphone completo e per questo mastodontico: non è per tutte le tasche in quanto a dimensioni e peso ma anche a causa del prezzo

9 minuti di lettura

Il nuovo Oppo Find X9 Ultra è un telefono che invita a uscire di casa. Per cercare una luce difficile, un volto in controluce, un dettaglio troppo lontano per qualunque smartphone “normale”.

Con la serie Find X, Oppo ha preso da tempo sul serio l’idea del camera phone. Fino a spostare il baricentro del prodotto.

Il Find X9 Ultra arriva anche sul mercato italiano con doppia fotocamera Hasselblad da 200 MP, teleobiettivo ottico 10x da 50 MP, video 8K e una batteria da 7050 mAh. Sulla carta sembra una dichiarazione di guerra alle compatte da viaggio, nella mano prova a sembrare ancora uno smartphone.

Siamo di fronte a uno smartphone che vuole convincere chi scatta per lavoro, sedurre chi scatta per piacere e mettere in crisi chi pensa che uno zoom ottico potente non è poi così necessario. Non a questo prezzo: 1.700 euro, siamo nella fascia altissima del mercato.

Abbiamo provato il Find X9 Ultra per tre settimane, e ci siamo fatti un’idea delle sue capacità, dei suoi pregi e dei suoi difetti.

Design e materiali

Al primo contatto, l'Oppo Find X9 Ultra trasmette una sensazione di cura costruttiva che pochi altri dispositivi ci hanno trasmesso negli ultimi tempi.

Abbiamo avuto modo di testare la versione nella colorazione "Tundra Umber", caratterizzata da una raffinata pelle vegana di colore nero scuro - con inserti marrone/arancio - che non solo offre un grip ottimo, ma dona al telefono un'estetica che richiama le macchine fotografiche vintage di fascia alta.

Il design trae ispirazione diretta da un fotocamera in realtà recente, prodotta tra il 2022 e il 2025: la Hasselblad X2D.

Sul retro del Find X9 Ultra colpisce subito il grande oblò centrale, quello che l’azienda chiama "Cosmos Ring": domina la parte posteriore e ospita il complesso sistema di lenti Hasselblad. È un elemento di design sicuramente ingombrante ma distintivo: non nasconde la natura fotografica del prodotto. All'interno del modulo circolare si nota una forma esagonale integrata, ispirata all'apertura delle lenti professionali, che Oppo ha chiamato Master Lens e che conferisce al dispositivo un'identità visiva unica sul mercato.

Il telaio del dispositivo, realizzato in una lega di titanio di grado aerospaziale, integra sul lato destro una serie di tasti fisici dedicati alle funzioni essenziali. Nella parte superiore si trovano i controlli per il volume e per l’attivazione o lo spegnimento del display. Più in basso è presente un pulsante di dimensioni maggiori, con finitura marrone-arancio, progettato per gestire lo zoom con maggiore precisione durante gli scatti in orizzontale. Oppo lo chiama “Quick Button” [ne parleremo in seguito].

Sul lato sinistro del telefono, c’è invece un solo pulsante che richiama le funzioni IA sviluppate da Oppo, di cui parleremo in seguito. Per ora va segnalato che questo tasto si trova in una posizione un po’ scomoda, che alcuni potrebbero avere difficoltà a raggiungere con l’indice della mano che sta stringendo lo smartphone.

Nonostante uno spessore di soli 8,7 millimetri, il peso di 237 grammi si fa sentire tutto: è un telefono imponente, che richiede mani grandi e una certa abitudine. Questo, per alcuni, potrebbe essere un limite. Detto questo, lo smartphone è robusto e nel nostro periodo di prova ha superato anche una caduta accidentale. La certificazione IP68/69, inoltre, garantisce una protezione superiore non solo contro le immersioni, ma anche contro i getti d'acqua ad alta pressione: è una specifica indispensabile per un dispositivo che si colloca nella fascia di prezzo più alta del mercato.

Una piccola nota di rammarico riguarda la rimozione dell'iconico slider per le notifiche, sostituito da soluzioni software che non restituiscono, a nostro avviso, l’immediatezza del feedback tattile.

Display

Il display è un'unità AMOLED da 6,8 pollici QHD+ con frequenza di aggiornamento a 144 Hz, capace di raggiungere un picco di luminosità di 3600 nit e una luminosità minima di appena 1 nit, supportando inoltre il dimming PWM ad alta frequenza, che elimina quasi totalmente lo sfarfallio dello schermo ai bassi livelli di luminosità.

La curvatura dei bordi è minima, appena accennata per favorire l'ergonomia, una scelta che ci ha convinto perché evita i fastidiosi riflessi laterali tipici dei display più curvi. Abbiamo apprezzato l'introduzione di un nuovo strato antiriflesso a nanostrutture, che riduce i riflessi ambientali.

In generale l’esperienza visiva, sia all’aperto sia indoor quando la luce è più scarsa, si è rivelata sempre piacevole e riposante. Ci capita di utilizzare spesso lo smartphone a letto, nella totale oscurità, e tuttavia questa condizione “estrema” non si è mai tradotta in un affaticamento per gli occhi che fissavano lo schermo del Find X9 Ultra.

Chi, come noi, non sa rinunciare al telefono prima di dormire, potrebbe trovare giovamento anche dal sistema di regolazione della temperatura colore, basato sull'intelligenza artificiale, che non si limita a ingiallire lo schermo nelle ore serali, ma analizza lo spettro della luce ambientale per bilanciare il bianco in modo dinamico e naturale. Un altro punto di forza del display del Find X9 Ultra è il supporto a Dolby Vision e HDR Vivid, che rendono la visione di contenuti multimediali un’esperienza immersiva, quasi cinematografica.

Processore e sistema operativo

Sotto la scocca pulsa il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm, il migliore al servizio dell’attuale generazione di flagship sul mercato.

Oppo ha lavorato a stretto contatto con il produttore di chip per ottimizzare il ColorOS 16, basato su Android 16. L'interfaccia ci è sembrata più snella e reattiva che mai, con animazioni estremamente fluide. La memoria RAM, inoltre, riesce a gestire senza problemi anche con decine di applicazioni aperte in background. Nell’uso quotidiano, in generale, le operazioni sul display si susseguono velocemente e senza intoppi.

Tuttavia come spesso accade in dispositivi così potenti, anche il Find X9 Ultra tende a scaldare un po’ troppo quando l’utilizzo si fa intensivo e prolungato, in modo evidente nella zona adiacente al modulo fotografico.

Fotocamere

Il vero protagonista del Find X9 Ultra, come abbiamo accennato all’inizio di questa recensione, è però il comparto fotografico, dove Oppo continua la sua proficua collaborazione con Hasselblad.

Il sistema è composto da quattro sensori da 50 e 200 megapixel che coprono ogni esigenza creativa. Il sensore principale da 200MP cattura un livello di dettaglio impressionante, con una gestione delle ombre e delle luci che si avvicina a quella di una fotocamera professionale. Ci ha entusiasmato soprattutto il sistema a doppio periscopio: uno dedicato allo zoom 3x e l'altro capace di uno zoom ottico 10x di una nitidezza sorprendente. Le ombre sono profonde e le luci naturali, senza l'uso di IA generativa.

Per ottenere una lunghezza focale equivalente a 230 mm in uno chassis sufficientemente sottile, Oppo ha sviluppato una struttura periscopica a riflessione multipla. Il percorso della luce prevede cinque deviazioni successive all’interno di un prisma composto da più elementi ottici distinti, lavorati separatamente e poi assemblati con tolleranze molto strette per garantire allineamento e qualità dell’immagine.

All’interno del sistema sono presenti diaframmi su scala nanometrica che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, riducono quasi completamente la luce parassita, contribuendo a migliorare contrasto e nitidezza.

Non è la prima volta che uno zoom ottico 10x viene utilizzato su uno smartphone - ne era dotato, per esempio, il Galaxy S23 Ultra - ma ha ragione Oppo ad affermare che per la prima volta viene abbinato a un sensore da 50 megapixel. Nei nostri test, questa combo ha prodotto scatti ottimi, ricchi di dettagli, avvicinando soggetti e scenari che per la maggior parte degli smartphone in circolazione sarebbero stati fuori portata.

Quello che ci ha sorpreso è che l’Oppo Find X9 Ultra scatta molto bene anche quando lo zoom viene spinto oltre il 10x, ai limiti del digitale, restituendo immagini convincenti sia a 20x sia a 30x.

In alcune situazioni, quando i soggetti sono particolarmente semplici da interpretare per gli algoritmi - come una croce sulla sommità di un edificio o una scritta sul fianco di una gru - anche lo zoom 100x riesce a produrre risultati notevoli, con dettagli che vengono ricostruiti pochi istanti dopo lo scatto, una volta aperta l’immagine nel rullino.

Il merito è anche di uno strumento basato su IA chiamato AI Telescope Zoom, che utilizza algoritmi di deep learning per ricostruire i dettagli nelle foto scattate a lunghissima distanza, permettendo di ottenere immagini utilizzabili anche a 60x o 100x, superando i limiti fisici dell'ottica.

Ma il super zoom ottico del Find X9 Ultra ha anche dei limiti: la resa cala con soggetti in movimento, in condizioni di luce scarsa e, in modo più evidente, quando questi due fattori si combinano.

Spostando lo sguardo oltre i muscoli dei sensori principali e la gittata dei teleobiettivi a periscopio, ci siamo concentrati su quegli elementi del comparto fotografico che spesso, nei flagship, vengono trattati come comprimari: l'ottica ultra-grandangolare e la fotocamera frontale.

La lente ultra-grandangolare si affida al sensore Sony LYT-600 da 50 megapixel, con un'apertura f/2.0 e una lunghezza focale equivalente di 14mm. La nostra esperienza d'uso ci ha restituito scatti di altissima qualità, capaci di ridurre un difetto comune in questo tipo di sensore: la distorsione ai bordi. Come il teleobiettivo, però. l'ultra-grandangolare evidenzia qualche limite di troppo nelle ore serali e notturne.

Frontalmente, Oppo ha deciso di integrare una fotocamera da 50 megapixel che ci ha convinto anche sul fronte video, poiché supporta il 4K a 60fps, completo di stabilizzazione elettronica e supporto Dolby Vision. I selfie ci sono sembrati dettagliati. Si vede che i ritratti beneficiano della “cura” Hasselblad: gli incarnati appaiono naturali e lo sfocato non sembra mai artificiale.

Per chi vuole spingere sulla fotografia professionale, Oppo ha realizzato per il Find X9 ultra la custodia Hasselblad Explorer, dotata di impugnatura ergonomica, pulsante di scatto a due stadi, ghiera fisica per lo zoom e attacco per filtri da 67 mm. Su questa custodia è possibile montare anche il nuovo tele-converter Explorer da 300 mm, che porta lo zoom ottico fino a 13x. Tutti questi accessori vengono venduti separatamente.

Il dispositivo non deluderà anche chi predilige le riprese video: ogni obiettivo supporta la registrazione Dolby Vision 4K a 60 fps, con la possibilità di passare da una lente all'altra senza interruzioni.

I sensori da 200 megapixel consentono il Dolby Vision 4K a 120 fps e, per la prima volta, Oppo ha introdotto la registrazione 8K con supporto allo zoom fino a 18x. La stabilizzazione, nelle nostre prove, si è rivelata estremamente efficace.

Un pulsante fisico per scatti e zoom

Abbiamo anche messo alla prova il nuovo "Quick Button", il tasto fisico sensibile alla pressione dedicato allo scatto e allo zoom.

Lo scorrimento del dito lungo la sua superficie consente una regolazione fluida. La risposta del sistema risulta particolarmente immediata: il passaggio tra la lente principale e il periscopio 10x avviene in modo continuo, accompagnato da un feedback aptico che richiama la resistenza meccanica delle ghiere fotografiche tradizionali. Il bottone in questione è sicuramente comodo, ma abbiamo riscontrato alcune incertezze nel feedback tattile che a volte hanno reso frustrante l’attivazione rapida della fotocamera.

Abbiamo apprezzato la scelta di Oppo di incassare leggermente il pulsante nel profilo del telefono per evitare attivazioni accidentali.

Tuttavia, la mancanza di una texture fisica più marcata sul tasto rende a volte difficile individuarlo al primo colpo senza guardare.

Funzioni IA

Oppo abbia scelto una strada pragmatica, integrando profondamente le soluzioni di Google senza però rinunciare a una propria visione distintiva. Il pilastro di questa strategia è sicuramente l'integrazione nativa di Gemini Live, che trasforma l'interazione con lo smartphone in una conversazione fluida e naturale.

Anche sul nuovo Find X9 Ultra l’azienda cinese offre uno strumento di intelligenza artificiale proprietario, che abbiamo già testato sul Find X9 Pro: Mind Space, un archivio intelligente - a cui si può accedere spingendo il tasto fisico dedicato, sul lato sinistro dello smartphone - che permette di raccogliere appunti, ritagli di siti web e note vocali.

Il materiale viene poi organizzato tramite algoritmi di machine learning che facilitano la ricerca delle informazioni in un secondo momento, attraverso richieste che possono essere effettuate anche con un linguaggio naturale.

L'intelligenza artificiale, in teoria, dovrebbe essere sinonimo di “maggiore produttività”: quella di Oppo si è dimostrata particolarmente efficace nella trascrizione e traduzione in tempo reale. Abbiamo utilizzato il registratore vocale per interviste e riunioni: il dispositivo distingue senza problemi diverse voci e genera report accurati, completi di punti chiave.

Tuttavia, ci aspettavamo qualcosa di più originale sul fronte della generazione di contenuti testuali: sebbene l'IA sia in grado di riscrivere messaggi o generare didascalie per i social con un solo tocco, il tono ci è parso a volte un po' troppo generico e poco creativo. Ma questo, a dire il vero, è un difetto comune degli smartphone IA, i cui modelli on device non riescono ancora a eguagliare le prestazioni dei chatbot che possono attingere alla potenza di calcolo del cloud.

Per finire la funzione Circle to Search sviluppata da Google, ormai uno standard sui top di gamma Android, sul nuovo Find X9 Ultra appare particolarmente scattante grazie all'ottimizzazione del chip Snapdragon 8 Elite Gen 5.

Batteria e ricarica

L'autonomia è tra le sorprese più gradite di questo smartphone. Grazie all'adozione di una massiccia batteria al silicio-carbonio da 7050mAh, l'Oppo Find X9 Ultra promette di accompagnare chi lo utilizza tutta la giornata.

Durante le nostre giornate di test più intense, fatte di molta fotografia, editing IA e streaming video, siamo arrivati a sera con il 25% di carica residua.

La ricarica rapida SuperVOOC a 100W permette di passare dallo zero al cento per cento in circa 35 minuti, un tempo ottimo se consideriamo la capacità della cella.

È presente anche la ricarica wireless a 50W, che pur non essendo la più veloce sul mercato, rimane un'opzione estremamente comoda per chi non vuole cavi sulla scrivania.

Colori, prezzi e disponibilità in Italia

L'Oppo Find X9 Ultra arriva sul mercato italiano in due varianti cromatiche: Tundra Umber e Canyon Orange.

Il posizionamento è coerente con la natura ultra-premium del dispositivo, con un prezzo di listino di 1.699 euro per la configurazione con 12GB di RAM e 512GB di memoria interna.

Conclusioni

In definitiva, l'Oppo Find X9 Ultra è una super fotocamera travestita da smartphone. Ci ha convinto per la sua capacità di essere un vero strumento creativo, grazie a un sistema di fotocamere che attualmente ha pochi rivali, e per un'autonomia che libera dall'ansia da ricarica. La qualità degli scatti è un invito a fotografare anche per chi non si sente all’altezza: è difficile ottenere immagini che fanno storcere il naso.

Certo, il Find X9 Ultra non è un telefono per tutti: le dimensioni generose e il peso importante lo rendono adatto solo a chi è disposto ad accettare qualche sacrificio ergonomico in cambio di prestazioni sopra le righe.

Sebbene ci siano piccoli margini di miglioramento nella gestione termica e nella precisione del nuovo tasto fisico, ne siamo rimasti colpiti positivamente: è, senza dubbio, uno degli smartphone più completi e affascinanti di questa prima metà del 2026.

Cosa ci è piaciuto

  • Comparto fotografico versatile e professionale, sorprendente nello zoom.
  • Autonomia ottima grazie alla batteria da 7050mAh.
  • Display a 144Hz tra i più luminosi e vividi sul mercato.
  • Qualità costruttiva e design della pelle vegana di alto livello.

Cosa non ci è piaciuto

  • Dimensioni e peso (237g) che lo rendono difficile da usare con una sola mano.
  • Tendenza a scaldare un po’ troppo se l’uso si fa intensivo.
  • Il nuovo "Quick Button" per zoom e scatti non è sempre reattivo.