Un pannello sul balcone per risparmiare sul climatizzatore d’estate. La soluzione più semplice ed economica, e che ovviamente può essere usata tutto l’anno. Il tutto con il bonus. Anche per i pannelli da mettere sul balcone, infatti, è prevista la detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per le altre abitazioni. E nel caso di questo impianto l’installazione è immediata e la procedura semplificata al massimo. Un sistema compatto, che si monta sulla ringhiera e si collega a una presa di corrente, capace di coprire una parte dei consumi domestici nelle ore di punta della produzione solare, proprio quelle in cui il condizionatore in estate lavora di più.
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Come funziona
I pannelli fotovoltaici plug-in, detti anche balcony power station, sono impianti di piccola taglia — fino a 800 watt di potenza — dotati di micro-inverter che converte l'energia solare in corrente alternata compatibile con la rete domestica. Una volta installati e collegati a una presa dedicata, immettono energia direttamente nell'impianto di casa, riducendo il prelievo dalla rete elettrica. Il vantaggio è massimo quando si usano gli elettrodomestici più energivori durante le ore centrali della giornata, quelle in cui il sole è più alto e la produzione è al picco. In questo casi si attinge direttamente dall'energia prodotta dal pannello piuttosto che dalla rete.
Niente permessi, solo una comunicazione
Per gli impianti fino a 800 watt non è necessaria alcuna autorizzazione comunale, né occorre presentare una pratica edilizia. Lo prevede la normativa tecnica di settore (delibera Arera 315/2020 e norma CEI 0-21), che ha introdotto una procedura semplificata per questa tipologia di impianti, a condizione che non vengano alterati la struttura o l'aspetto esteriore dell'edificio. Resta però obbligatoria la comunicazione preventiva al distributore locale di energia elettrica attraverso i canali online. Sarà poi l’operatore in questione a farsi carico di tutta la parte burocratica. Chi vive in condominio deve verificare anche il regolamento condominiale: in alcuni casi sono previste restrizioni sulle installazioni in facciata o sulle ringhiere.
Costi dimezzati
Il sistema è semplice ma l'installazione deve essere fatta da un tecnico qualificato. Non solo per questioni di sicurezza ma anche perché è necessaria la dichiarazione di messa a norma, senza la quale non è possibile accedere al bonus fiscale. La detrazione al 50% si applica anche all'acquisto della batteria di accumulo, se abbinata all'impianto fotovoltaico e sempre che tutto il kit sia a norma. In questo caso il costo sale, ma anche il risparmio in bolletta aumenta: l'energia prodotta di giorno e non consumata sul momento viene immagazzinata e resa disponibile la sera.
Quanto si risparmia
Un kit completo da 800 watt — pannello e micro-inverter — ha un costo di mercato compreso tra 700 e 800 euro Ivainclusa. Con la detrazione del 50%, la spesa netta scende a 350-400 euro, recuperati in dieci anni attraverso la dichiarazione dei redditi. Sul fronte della bolletta, la produzione annua di un impianto da 800 watt varia in funzione dell'esposizione e della latitudine: nelle regioni del Nord si stima intorno a 950 kWh per anno, al Sud si arriva a circa 1.200 kWh. Considerando il prezzo attuale dell'energia, il risparmio annuo in bolletta oscilla tra 200 e 440 euro, a seconda del grado di autoconsumo, cioè di quanta energia prodotta viene effettivamente usata in casa nel momento stesso in cui viene generata.
Il tempo di rientro dell'investimento al netto della detrazione si colloca tra i due e i quattro anni. Senza detrazione, tra i quattro e i sei.