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Sara Gama vicepresidente nella Figc di Malagò

Sara Gama 

Sara Gama 

 
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Sara Gama, classe 1989, ex calciatrice e dirigente, sarà la vicepresidente nella Figc di Giovanni Malagò. Come rivelato da Repubblica nei giorni scorsi, l'ex numero 1 del Coni, favoritissimo nella volata per ricostruire il calcio italiano, vuole una donna nella sua squadra (come avrebbe voluto al Coni Diana Bianchedi), e la scelta è caduta su Sara Gama che dopo una carriera ad altissimo livello in campo, da tempo ha iniziato un percorso dirigenziale.

Sara è molto stimata da Umberto Calcagno, leader del sindacato calciatori (Aic) che l’ha avuta a fianco nel consiglio federale. La sua scelta per la Figc ha il pieno consenso anche di Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori che ultimamente si diletta anche come tecnico nel calcio femminile.

La squadra di Malagò sta nascendo. E' il candidato al vertici della Figc scelto per prima dalla serie A, cosa non sempre avvenuta in passato. Ha il pieno appoggio da calciatori e allenatori (c'è stata solo qualche perplessità ai vertici). In settimana dovrebbe incassare il sì anche della serie B e di una buona parte della C (quella ancora legata a Gravina). Poi Malagò scioglierà le riserve e il 13 maggio, ultimo giorno utile, depositerà la sua candidatura. La stessa cosa farà Giancarlo Abete che non molla.

Il 22 giugno nascerà la nuova Figc. Malagò sta lavorando al programma e alla squadra. Sa che lo attende un compito durissimo ma è fortemente motivato, e vuole rapporti di collaborazione anche con la politica. Oltre a Sara Gama, nella sua Figc gli ex calciatori avranno un ruolo di primo piano. Demetrio Albertini ha più esperienza di Paolo Maldini per guidare il Club Italia che dovrà dare un indirizzo tecnico chiaro a tutte le Nazionali: ma è probabile che Albertini preferisca restare a Milano dove si occupa ormai di padel a livello imprenditoriale.

Marco Tardelli potrebbe avere il ruolo di ambasciatore del calcio italiano nel mondo. Malagò è atteso da una vera riforma, sempre fallita in passato, quella del calcio professionistico: 100 club sono una anomalia non più gestibile di questi tempi. Dopo lo choc, tre Mondiali di fila falliti, si dovrà trovare, e in fretta, anche un nuovo ct. Malagò farà di testa sua: ha stima e amicizia con Allegri, Conte e Mancini. Guardiola sarebbe una suggestione non facile da praticare. Un ct di quel calibro costerebbe comunque un sacco di soldi ma Malagò sa come muoversi nel mondo degli sponsor. Lo ha dimostrato anche a Milano-Cortina.

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