| Anno | 2026 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Kane Parsons |
| Attori | Avan Jogia, Finn Bennett, Lukita Maxwell, Renate Reinsve, Chiwetel Ejiofor Mark Duplass, Chelah Horsdal, Philip Granger, Toby Hargrave, Patrick Baynham. |
| Uscita | mercoledì 27 maggio 2026 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 12 marzo 2026
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema.
È il 1989. In un laboratorio dell'ASync Foundation si apre d'improvviso "La Soglia": un labirinto asettico composto da uffici deserti e corridoi infiniti, illuminati da una fastidiosa luce gialla a neon. Un gruppo di ricercatori e geometri, guidato dal dottor Clark, entra nel Complex per mappare lo spazio per una futura colonizzazione che risolva la crisi abitativa sulla Terra. In questa dimensione parallela, tuttavia, il tempo scorre in modo asimmetrico e i segnali radio trasmettono voci lontane di persone non appartenenti al progetto. Quando uno dei tecnici scompare in un "noclip" improvviso, la spedizione si trasforma in una lotta per la sopravvivenza contro una presenza filiforme ma impalpabile, che pare fatta della stessa materia del luogo. Questa presenza appartiene a un seminterrato del laboratorio dove si nasconde un'enorme e terrificante periferia urbana.
Dopo Backrooms (Found Footage), che dal 2022 ha innescato una serie di corti horror di enorme successo su YouTube, il ventunenne prodigio Kane Parsons (per tutti Kane Pixels) esordisce al cinema con un lungometraggio fedelissimo ai lavori di partenza nell'immaginario, nell'atmosfera, nell'uso di finti home movies, nelle scenografie e nei temi.
Esperto sin dal liceo della CGI fotorealistica applicata all'estetica VHS, Parsons è riconosciuto ormai come il principale esponente dell'Analog Horror: l'evoluzione cinematografica dei creepypasta (brevi racconti di leggende metropolitane nate sul web a tema horror).
Annunciato sin dal febbraio 2023 dalla casa indipendente A24, che coproduce con 21 Laps Entertainment (lo studio a cui dobbiamo Stranger Things), ma rallentato dallo sciopero SAG-AFTRA, Backrooms è una scommessa intermediale pensata per un pubblico under 30 attratto da uno dei miti collettivi più pervasivi e affascinanti del panorama digitale. Tutto iniziò nel 2019 con un thread sul forum 4cha, in cui un utente anonimo chiedeva "immagini inquietanti che sembrino semplicemente sbagliate".
Da lì, in brevissimo tempo, si sono moltiplicati magazzini, cantine, seminterrati e autorimesse silenziose e vuote: interni labirintici di cui non si intravede mai l'uscita. Ampi spazi liminali - uffici, corridoi, magazzini, centri commerciali deserti - che generano disagio per la loro familiare estraneità, per la chiusura spaziale e per l'inquietante silenzio che li pervade.
Né necrofilia, né mostrificazione, né slasher: il nuovo enfant prodige dell'horror americano vuole portare il terrore su un piano scientifico-complottista che evochi, in filigrana, un senso di fine del mondo. L'angoscia è, infatti, assicurata da vari elementi: la scomparsa dell'umano in spazi da lui creati e che gli sono stati famigliari, la preclusione dell'esterno, la riproposizione dell'identico labirintico, l'attesa indefinita di un'epifania di forme di vita e la dilatazione sospesa del tempo. Tutti questi non-luoghi, inoltre, sono illuminati alla stessa intensità: sin dalle prime immagini apparse su internet, poi con i corti e ora nel film, negli interni svuotati si replica una luce giallastra e ronzante a neon, che genera pochissimi coni d'ombra.
Backrooms dimostra come internet possa generare una paranoia di grande successo attraverso un sistema narrativo riconoscibile e coerente. Qui la paura sorge proprio dall'immobilità in luoghi familiari ma senza vita, che diventano il simbolo di un'epoca recente ormai passata. Dal 2019, infatti, accanto alla già citata serie YouTube, sono arrivate con lo stesso titolo una serie di videogiochi e, nel 2024, un episodio della terza stagione di American Horror Stories.
Ora - dopo gli applausi a Cannes 2025 per l'horror psicologico Exit 8, adattamento del celebre "walking simulator" - la casa di produzione indipendente A24 punta su un altro film che affonda le radici anche nel mondo dei videogiochi. Parsons ha scritto la sceneggiatura a quattro mani con il co-produttore Roberto Patino (Zero Day, Westworld) e con Will Soodik, mentre gli ambienti sono scenografati da Danny Vermette (Keeper - L'eletta) e arredati dal giovane specialista in horror Trevor Johnston.
Il corpo attoriale unisce i semiprofessionisti dei corti con interpreti di peso internazionale: Chiwetel Ejiofor (Amistad, 12 anni schiavo) presta corpo e voce all'ambiguo responsabile della fondazione, mentre Renate Reinsve, attrice feticcio di Trier sulla cresta dell'onda dopo Sentimental Value, ha sostituito Cristin Milioti (The Penguin) nel ruolo della ricercatrice capo incaricata di gestire le "anomalie". Avranno spazio nel film anche il padre del Mumblecore Mark Duplass, il rampante Finn Bennett (True Detective), la giovanissima Lukita Maxwell e la veterana della serialità americana Chelah Horsdal.
Skinamarink, è difficile apparentare i temi di Backrooms ad altri film contemporanei. Non è la prima volta che un film nasce da YouTube, ma scarseggiano altri trapianti cinematografici di immaginari così fedeli, privi di grosse ingerenze produttive nell'estetica - il succitato Analog Horror - qui mutato in un gusto vintage che omaggia il cinema tensivo degli anni Ottanta.
Trattasi di un classico "horror pensante", ovvero di una storia che parte dal piano emotivo per discutere le storture del presente capitalista: oltre alla sovrappopolazione mondiale, il film questiona l'onda lunga della pandemia, la speculazione edilizia che ha cancellato il verde sotto colate di cemento, la nostalgia per le architetture dismesse del tardo Novecento, una volta simboli della produttività impiegatizia, e, infine, il vuoto esistenziale di spazi senza identità che alimentano il malessere in un individuo sempre più isolato.
Backrooms sarà visibile nei cinema americani dal 29 maggio, mentre in Italia arriverà due giorni prima grazie a I Wonder Pictures.