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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.96 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Attori che sanno osare in un film libero, dove Pupi Avati si rinnova rimanendo fedele a se stesso.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 92 Minuti.
Una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l'incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé. Espandi ▽
Gianni Riccio è un famoso conduttore televisivo. Anche se la sua infanzia non è stata facile per la scomparsa di entrambi i genitori in due diverse circostanze, ora però può essere soddisfatto del successo ottenuto. Quando però si ritrova nel bel mezzo di un crack finanziario con complicazioni anche penali tutto gli crolla addosso. Si vede costretto a tornare ai luoghi di origine incontrando di nuovo un antico amore che potrebbe costituire per lui l'occasione di una rinascita.
Pupi Avati realizza un film in cui conferma la sua poetica, immergendola in una visione in cui denuncia e speranza di riscatto coesistono. Avati costituisce un raro esempio di un autore che rimane fedele a se stesso pur rinnovandosi ogni volta con la massima libertà che alla sua, non più tenerissima, età si può esercitare.
Dimostra ancora una volta la capacità di dirigere gli attori a cui chiedere di osare nell'andare controcorrente rispetto a quanto fatto fino ad allora: Massimo Ghini e Giuliana De Sio fanno due grandi performance.
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Un capitolo ad alto tasso di adrenalina dell'acclamato franchise videoludico che torna sul grande schermo con tutta la sua brutale potenza. Espandi ▽
I campioni più amati dai fan - ora affiancati da Johnny Cage in persona - si affrontano in un'epica battaglia all'ultimo sangue per fermare il dominio oscuro di Shao Kahn, una minaccia che incombe sull'esistenza stessa del Regno della Terra e dei suoi difensori.
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3.01 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia surreale che rompe le convenzioni sociali e parla a ognuno di noi. Con un cast di superstar.
Commedia,
USA 2026.
Durata 106 Minuti.
Pochi giorni prima delle nozze, il rapporto di una coppia viene scosso quando uno dei due partner scopre verità inquietanti sull'altro. Espandi ▽
Emma e Charlie si incontrano in un bar e si innamorano. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio, ma appena prima del grande evento ha l'infelice idea di partecipare, insieme ad una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l'un l'altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna.
In
The Drama Borgli sfodera le sue cifre distintive: una narrazione ai limiti del disturbante, in questo caso sotto le mentite spoglie di una commedia romantica hollywoodiana con un cast di superstar; e la volontà di mettere in discussione le morali della contemporaneità.
Il tono è quello di commedia surreale, e i due interpreti, Zendaya e Robert Pattinson, si prestano al gioco, sacrificando il loro glamour per dare di sé la versione meno attraente, a tratti rendendosi persino fisicamente respingenti.
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3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un esordio ricco di sfumature e di sottili trovate narrative. Una piccola opera che contiene moltitudini.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 96 Minuti.
Prima di affrontare la sfida più dura della sua vita Nino trascorre il weekend girovagando per la sua Parigi e affrontando alcune questioni irrisolte che lo riconnetteranno con il mondo e con se stesso. Espandi ▽
A Parigi, Nino si reca in ospedale per un controllo di routine ma scopre all’improvviso di avere un tumore alla gola. Servirà iniziare una terapia invasiva entro tre giorni, un periodo durante il quale il ragazzo dovrà anche prendere decisioni sul suo futuro, per preservare la possibilità di avere figli e per ragionare su quale sia davvero il rapporto con le persone che lo circondano, dalla madre al migliore amico. Avendo perso le chiavi e non riuscendo a rientrare a casa, Nino si avventura per la città alla scoperta di sé. Il bell’esordio nel lungometraggio della regista francese Pauline Loquès non è un “film sulla malattia”, nonostante ne abbia tutte le premesse. Ha più a che fare con lo sgomento che precede la realizzazione, e nel comprimere la finestra temporale a pochi giorni e nell’immaginare un protagonista schivo e reticente, Loquès firma uno studio di momenti fugaci, in perenne controtempo. Ricco di sfumature e di sottili trovate narrative,
Nino è una piccola opera che contiene moltitudini.
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3.99 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all'intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 94 Minuti.
Willie Peyote tra musica, vita e riflessioni a Torino: un ritratto intimo e autentico di un artista tra impegno, ironia e coerenza nello showbiz. Espandi ▽
Torino d’inverno, la nebbia che sale dal Po e un uomo che cerca di mettere ordine tra le parole, come se da quelle potesse dipendere il suo equilibrio.
Willie Peyote. Elegia sabauda è prima di tutto il ritratto di un artista che fa della semplicità e dell’umiltà la sua cifra identitaria, una dichiarazione d’amore a una città e a un modo di intendere la musica. Il documentario, diretto con pudore e curiosità, segue Willie lungo un biennio di cambiamenti – dall’inverno del 2023 fino a Sanremo 2025 – raccontandone la quotidianità, le contraddizioni e la capacità di essere se stesso, anche quando la pressione esterna vorrebbe che su di lui si costruisse un personaggio. Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, si presenta come un artista senza trucco né finzione. Si definisce “nichilista, torinese e disoccupato, perché dire cantautore fa subito Festa dell’Unità e dire rapper fa subito bimbominkia”.
Nella sua apparente semplicità, è un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all’intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio. E forse, in un’epoca di sovraesposizione e clamore, è proprio questo il gesto più radicale possibile.
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3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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La retorica abbonda in un film dove però gli attori riescono a salvarsi.
Commedia,
Italia 2026.
Il film intreccia tre storie in una narrazione corale che mostra come l'amore possa sorprendere, guarire e, a volte, offrire un nuovo inizio. Espandi ▽
Stefano Rovelli è diventato famoso come autore di un volumetto dal titolo "Come lasciare il proprio partner in 7 passi ed essere felici". Federica è convinta che la colpa sia di Stefano, anche perché il compagno divorava i manuali dello scrittore. Frank deve esibirsi di nuovo con la sua ex partner Milly davanti al Santo Padre. Vittoria Casati è una Onorevole in calo di popolarità che decide di accogliere un piccolo rifugiato africano.
L'amore sta bene su tutto è il quinto film da regista di Giampaolo Morelli, che cofirma anche la sceneggiatura insieme al consueto sodale Gianluca Ansanelli e a Tito Buffulini, e interpreta il ruolo di Rovelli, il cui best seller ricorda nel titolo il film di esordio alla regia di Morelli,
7 ore per farti innamorare.
Le implausibilità non si contano e il cast fa quello che può per interpretare questa storia corale sgangherata, e non in senso comicamente demenziale. La retorica abbonda così come le frasi fatte, la musica sottolinea pesantemente ogni passaggio.
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Un'opera divenuta un "caso" che ci costringe a non voltare lo sguardo altrove.
Drammatico,
Israele 2025.
Durata 93 Minuti.
Un ragazzo palestinese di 12 anni tenta di raggiungere il mare per la prima volta. Dopo essere stato respinto a un checkpoint, scappa e attraversa clandestinamente Israele; suo padre lo insegue rischiando arresto e lavoro. Espandi ▽
È il giorno della gita scolastica, per una classe di adolescenti di Ramallah diretti in pullman verso il mare, che dista circa circa settanta chilometri. Khaled non l'ha mai visto, il mare, se non quando era ancora un feto nel ventre di sua madre Jasmine, morta precocemente. Ma una volta al posto di blocco sul confine con Israele, il ragazzo non supera i controlli. Decide di attraversare il confine con mezzi di fortuna e andarci lo stesso, da solo.
Emblema di come un'opera di finzione possa diventare un "caso", The Sea di Shai Carmeli-Pollak si fonda su un paradosso e porta alle estreme conseguenze drammaturgiche un principio incontestabile: è giusto impedire a un ragazzo di realizzare il sogno di una giornata al mare?
The Sea si fa specchio potente, da micro a macro, nel prefinale sulla strada: noi spettatori, ci si ritrova a osservare altri spettatori assuefatti, clienti di un caffè all'aperto di Tel Aviv: tutti inermi testimoni di un'azione poliziesca.
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3.01 - CONSIGLIATO SÌ
Il sequel di Super Mario Bros., il film che nel 2023 ha incassato più di 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
La principessa Rosalina, sorella maggiore della principessa Peach e dotata di un potere anche superiore, viene rapita da Bowser jr., vendicativo figlio dell'arcinemico del regno dei funghi. Il proposito di quest'ultimo è di fabbricare un'arma con un potere tale da spazzare via interi pianeti. Ma Mario e Luigi la pensano diversamente e correranno in aiuto della principessa per sventare il piano letale.
Dopo anni di adattamenti cinematografici fallimentari di videogame,
Super Mario Bros. - Il film ha rappresentato un'inversione di tendenza: puntare tutto sui colori e la luccicanza del look si è rivelata una scelta vincente, tale da permettere di soprassedere sull'inconsistenza della trama.
Ma in questo sequel la magia non scatta e si resta ancorati al suolo, perplessi su ciò che transita sul grande schermo, proprio come i punti di domanda impressi sugli scatoloni di Mario e Luigi.
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2.28 - CONSIGLIATO NÌ
Suggestione o manierismo? Un tentativo - riuscito a metà - di rinverdire i fasti di un classico del cinema horror.
Horror,
USA,
Irlanda 2026.
Durata 133 Minuti.
Lee Cronin si confronta con una delle storie horror più iconiche di sempre, firmando una rilettura audace e oscura. Espandi ▽
La famiglia di Charlie Cannon si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago.
Nel tentativo di rilanciare una delle figure più archetipiche dell'immaginario horror,
Lee Cronin - La mummia si muove lungo una corda tesa: da un lato il recupero della mummia come icona del terrore classico, dall'altro l'ambizione di aggiornare il mito attraverso sensibilità e codici contemporanei.
Il risultato è un'operazione che oscilla continuamente tra suggestione e manierismo, riuscendo raramente a trovare un equilibrio, come spesso avviene nelle produzioni Blumhouse. Il film suggerisce, allude, provoca, ma raramente ha il coraggio di portare fino in fondo le proprie intuizioni.
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3.40 - CONSIGLIATO SÌ
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
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3.54 - CONSIGLIATO SÌ
Un mélo storico di grande respiro che riflette sul vedere e sull'essere visti.
Drammatico,
Giappone 2025.
Durata 174 Minuti.
Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. Espandi ▽
Nagasaki, anni '60. Kikuo, dal viso efebico, recita come onnagata (attore maschile in un ruolo femminile) in una rappresentazione kabuki di fronte al grande attore Hanjiro, quando il padre - uno yakuza - viene trucidato davanti ai suoi occhi. Hanjiro sceglie di prendere Kikuo sotto la sua protezione e di avvicinarlo al figlio Shunsuke, anche lui aspirante attore.
Il film rifiuta ogni semplificazione.
Kokuho non tenta di "spiegare" il kabuki né di renderlo accessibile a tutti i costi: ne preserva l'opacità, la complessità, persino una certa distanza.
Più che un racconto sul mondo del kabuki,
Kokuho è una riflessione sul vedere e sull'essere visti, sulla costruzione dell'identità come performance continua. E, soprattutto, sul prezzo da pagare per trasformarsi in immagine, per diventare - e restare - un'icona.
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Il racconto di una storia parallela agli eventi della terza stagione dell'anime. Espandi ▽
Conclusa la cerimonia di apertura della Federazione del Regno dei Demoni di Tempest, Rimuru è ora in volo con i compagni a bordo di un drago alato verso l'arcipelago di Kaien, dimora dell'Imperatrice Celeste Elmesia. Il momento di serenità collettiva è però funestato dall'arrivo in incognito di Yura, sacerdotessa di un regno sottomarino ormai al collasso.
Il Mare Azzurro, infatti, colpito da una contaminazione inarrestabile, è in grave pericolo: la situazione potrebbe far risvegliare un antico Drago Acquatico, una divinità primordiale la cui furia cancellerebbe ogni distinzione tra terre e acqua. Intanto, mentre Rimuru cerca di fondare una nazione che conviva in modo pacifico, il piccolo e ostinato Gobuta incontra Yura. Dopo l'iniziale diffidenza, i due decidono di allearsi per scongiurare la catastrofe.
In questo film Kikuchi continua a sfoderare pulizia e nitore visivo dei piani e, al di là delle scene d'azione coreografate senza derive cruente, si fa apprezzare l'attenzione verso le traiettorie morali di personaggi in apparenza secondari.
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3.49 - CONSIGLIATO SÌ
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di
A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare.
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2.97 - CONSIGLIATO SÌ
Una godibile e divertente ricostruzione de La finestra sul cortile. Con una scatenata Laetitia Casta.
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Francia 2026.
Durata 106 Minuti.
A Parigi, uno scrittore e una professoressa di cinema sospettano il vicino di omicidio, finendo in un mistero che ravviva coppia e routine. Espandi ▽
François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell'opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee.
Un omaggio più che letterale a
La finestra sul cortile, forte dell'alchimia tra i due interpreti protagonisti: il regista e attore Gilles Lellouche e una scatenata Laetitia Casta. La scelta originale di Bezançon, che del suo film è anche sceneggiatore, consiste nell'inserire una trama onirica che fin dalla prima sequenza mette in scena i romanzi dello scrittore François.
Il delitto del 3° piano è godibile e divertente e funziona grazie alla bravura dei due protagonisti.
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3.41 - CONSIGLIATO SÌ
Esordio alla regia dell'attore Massimiliano Gallo, un tributo all'amore per il palcoscenico e alla sua capacità trasformativa.
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Italia 2026.
Durata 90 Minuti.
Il film racconta la storia vera di Eduardo De Filippo che organizza un corso di teatro per le detenute del carcere di Pozzuoli. Espandi ▽
Nisida, 1983. Il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso per un breve periodo, e 18 delle sue detenute vengono ospitate nel carcere minorile dell’isola. La convivenza è difficile, sia perché le detenute sono stipate in spazi sovraffollati, sia perché i ragazzi sono sovreccitati per la presenza del gruppo di donne in un luogo dove sono solamente solo figure di sogno. Fra queste c’è la bella Beatrice, la vedova di un camorrista, che ha visto uccidere il figlio in una guerra fra bande rivali, e che suscita l’immediato interesse di Emanuele, un giovane carcerato sul punto di terminare la sua detenzione: fra loro si stabilirà un legame profondo e assai pericoloso. Eduardo De Filippo, allora già 83enne e senatore a vita, visita spesso Nisida dove ha creato un laboratorio teatrale, e consiglia al direttore del carcere di mettere in scena uno spettacolo di varietà, approfittando della presenza femminile nell’istituto. Il direttore, inizialmente restio, accetta pur di mettere fine alle tensioni create dall’arrivo delle detenute. E lo spettacolo metterò in moto dinamiche che cambieranno la vita di alcuni.
La salita è il lungometraggio di esordio alla regia di Massimiliano Gallo, noto attore di cinema e televisione e già affermato regista teatrale ed è il suo tributo all’amore per il palcoscenico e alla sua importanza nella vita di chi, non solo a Napoli e dintorni, rischia di finire negli ambienti sbagliati e di seguire le sirene della criminalità organizzata.
Il film è basato su una storia vera, che forse lo riguarda di persona, e nei titoli di coda vediamo Eduardo De Filippo pronunciare il discorso che nel film viene interpretato da Mariano Rigillo, magnifico nel non fare banalmente un’imitazione di Eduardo, ma evocarlo per piccoli gesti e movenze, e soprattutto restituirne la statura morale e l’ispirazione artistica.
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3.17 - CONSIGLIATO SÌ
Un racconto di emancipazione in un film puro e misurato che non cede al discorso militante.
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Francia,
Germania 2025.
Durata 106 Minuti.
Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Espandi ▽
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas,
La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un’attenzione costante alla grana della realtà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.72 - CONSIGLIATO SÌ
Un compendio esuberante - ma senza ambizione - di uno degli scandali famigliari del secolo.
Drammatico,
Francia,
Belgio 2025.
Durata 121 Minuti.
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese,
La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo
feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.81 - CONSIGLIATO SÌ
Un romantico e ambiziosissimo viaggio che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema.
Drammatico,
Cina 2025.
Durata 160 Minuti.
In un futuro dove i sogni sono aboliti, un "Fantasticatore" viene riportato in vita con pellicola e rivive più vite, fino alla fine del mondo (e del cinema). Espandi ▽
In un tempo imprecisato, l’umanità ha scoperto che rinunciando ai sogni potrà vivere per sempre. Alcuni individui, denominati
fantasmers, ossia “Fantasticatori”, continuano a sognare e, pur consumandosi nel farlo, acquisiscono il potere di viaggiare nel tempo, specie se direzionati dai “Grandi Altri”. Una di questi ultimi trova un Fantasticatore in una sala dell’oppio e gli ridà vita innestandogli della pellicola cinematografica: la creatura ritornerà giovane e vivrà storie differenti, fino alla fine del mondo (e del cinema). L’ambiziosissimo Bi Gan lascia briglia sciolta a una visione ermetica e immaginifica sulle “magnifiche sorti e progressive” del cinematografo, ri-raccontando la storia del cinema attraverso i suoi capolavori. Ma Bi non è mai un imitatore: il suo è un sogno che genera sogni e che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema in forme nuove, mantenendo un’aura di romanticismo onirico che giustifica l’affermazione di chi vede in lui l’erede di Wong Kar-wai.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.31 - CONSIGLIATO SÌ
Uno sfaccettato dramma che riesce a restituire il ritratto di una donna a tutto tondo.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 134 Minuti.
Clémence, dopo la separazione e l'amore per una donna, affronta la manipolazione dell'ex marito che le impedisce di vedere il figlio liberamente. Espandi ▽
La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione. Vicky Krieps è una delle certezze nel panorama del cinema indipendente europeo contemporaneo, e in
Love Me Tender trova il tipo di progetto che meglio la rappresenta. In cambio riceve la possibilità di aggiungere un’ennesima ottima interpretazione al suo catalogo, in uno sfaccettato dramma francese che parla di una donna a tutto tondo e non solo di una madre in lotta per la custodia del figlio.
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3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita.
Drammatico,
Svezia,
Francia 2025.
Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome.
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3.27 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera sci-fi sulla speranza. Che lascia spazio ai toni da favola.
Fantascienza,
USA 2026.
Durata 156 Minuti.
Il film è basato sul romanzo "Project Hail Mary" di Andy Weir, autore di "The Martian". Espandi ▽
Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente. A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.
L'ultima missione: Project Hail Mary è tratto dal terzo romanzo dello scrittore di "The Martian", Andy Weir, e propone nuovamente una fantascienza con l'accento sulla scienza, questa volta però in chiave più favolistica. Gosling è al centro di ogni scena e può sfoggiare sia il suo charme da star hollywoodiana, sia la sua passione per la commedia fisica, il film infatti non manca di momenti slapstick.
La dinamica tra il suo personaggio e il roccioso alieno è al centro della seconda parte del film, che diventa così un'opera sulla collaborazione e la speranza.
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3.02 - CONSIGLIATO SÌ
La quarta regia di Pif è un lavoro piacevole ma discontinuo, con un ottimo cast.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 113 Minuti.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Pif. Espandi ▽
Arturo è un agente immobiliare di successo che tiene una rubrica social sul suo amore sviscerato per i dolci tipici della sua Sicilia. Col tempo si è convinto che la storia dell’esistenza di Dio sia “una gran minchiata”, da quarant’anni non mette piede in una chiesa e ha eletto il cannolo come unica presenza terrena del divino. Ma incontra Flora Guarneri, erede di una leggendaria pasticceria specializzata in dolci della tradizione sicula, e se ne innamora all’istante, anche grazie alla comune passione per cassate e sciù, e Flora è una fervente cattolica che va a messa tutte le domeniche e partecipa alla processione pasquale nei panni della Madonna. Per un po’ Arturo si finge credente, ma il gioco non può durare all’infinito, e l’uomo dovrà decidere se abbracciare o meno la fede per rimanere accanto a Flora. Un vassoio di 35 sciù faciliterà l’apparizione che potrebbe aiutarlo nell’impresa: perché nientemeno che Papa Francesco si paleserà al miscredente per comunicargli la sua idea di fede.
…che Dio perdona a tutti è la quarta regia di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, e si basa sul suo omonimo romanzo pubblicato nel 2018 e ispirato ad un incontro fra il regista e Papa Bergoglio. La sceneggiatura è dello stesso Pif insieme a Michele Astori, suo sodale fin da
La mafia uccide solo d’estate, che era un piccolo capolavoro di equilibrio fra il comico e il tragico: ma qui il tono è difforme - la prima mezz’ora molto divertente, la parte centrale meno a fuoco, quella finale indecisa, perché da un lato c’è l’esigenza di confezionare una commedia romantica possibilmente a lieto fine, dall’altra ci sono lo spirito dissacrante e l’indignazione del conduttore e autore televisivo.
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3.72 - CONSIGLIATO SÌ
Il terzo film di Bradley Cooper è bellissimo e travolgente. Strepitosi Will Arnett e Laura Dern.
Commedia,
USA 2025.
Durata 121 Minuti.
Mentre il loro matrimonio si sgretola, Alex affronta la mezza età e il divorzio, alla ricerca di un nuovo scopo nella scena della commedia di New York, mentre la moglie Tess affronta i sacrifici che ha fatto per la famiglia. Espandi ▽
New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare. Una sera Alex decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar. A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.
Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la disperazione, raccontata con una verità travolgente.
Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Da segnalare anche l'esaltante finale che è un'altra bellissima cicatrice, che non si dimentica facilmente. Si, la vita ora ricomincia di nuovo.
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3.55 - CONSIGLIATO SÌ
La polarizzazione tra polizia e società civile in un film che mantiene la purezza narrativa rifiutando ogni faziosità.
Thriller,
Francia 2025.
Durata 115 Minuti.
Guillaume viene colpito da un poliziotto a una protesta. L'agente Stéphanie indaga, sfidando colleghi e sistema per ottenere giustizia. Espandi ▽
Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa. Il caso arriva sulla scrivania di Stephanie.
Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell’ordine. La regia di Dominik Moll è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione. Al centro di un film che si potrebbe definire “di genere” c’è una monumentale Lèa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione.
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2.32 - CONSIGLIATO NÌ
Tra cappa e spada e feuilleton, Catinari porta sullo schermo intrighi e utopia di Fiume.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 98 Minuti.
Fiume, 1919. Intrighi politici, amori impossibili e vendette private si intrecciano sullo sfondo della rivoluzione visionaria guidata da D'Annunzio. Espandi ▽
L'impresa fiumana (1919-1920) coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie; fu come un lungo e febbrile carnevale all'insegna della festa e della provocazione, che si apparenta alle avanguardie del tempo, ma fu anche un momento «insurrezionale» come il Sessantotto. Il libro rivisita l'avventura fiumana raccontando una vita-festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e guerra. Sotto questa luce, Fiume è un capitolo significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il Novecento.
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3.09 - CONSIGLIATO SÌ
Da un romanzo di Stephen King. Un racconto distopico di resistenza al potere autoritario.
Horror,
USA 2025.
Durata 108 Minuti.
In un'America distopica di un futuro prossimo, cento ragazzi partecipano ad una competizione estrema conosciuta come The Long Walk. Espandi ▽
In un futuro alternativo, gli Stati Uniti sono una dittatura autoritaria e soffrono di una gravissima depressione economica. Per molti cittadini il solo modo di guadagnare è partecipare all'annuale "lunga marcia" organizzata dal Maggiore. La regola è una sola: si cammina per 300 miglia senza mai fermarsi. Chi rallenta, si ferma o si attarda viene semplicemente ucciso sul posto. E solo uno resterà vivo. Tra i cento giovani partecipanti c'è Ray, che ha visto il padre ucciso dal Maggiore.
A rendere
The Long Walk meno intenso di quello che potrebbe essere, dopo una prima introduttiva serrata e convincente (non a caso chiusa dalla comparsa del titolo del film al ventesimo minuto), è proprio l'inevitabile povertà di possibili soluzioni di messinscena.
La violenza delle esecuzioni dovrebbe essere immediata e secca, ma l'effetto digitale è troppo piatto ed evidente da suscitare autentico terrore. E alla lunga è inevitabile che, come i camminatori della lunga marcia, anche lo spettatore sia anestetizzato dalla fatica, sperando in una rapida fine del cammino.
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2.50 - CONSIGLIATO NÌ
Gilles de Maistre conferma il suo format di cinema spettacolare per famiglie. Dove tutto è un po' troppo prevedibile.
Family,
Francia 2026.
Durata 92 Minuti.
Una riflessione sulla convivenza tra uomo e animali. Espandi ▽
Sun è una ragazzina di dodici anni cresciuta ascoltando dal nonno l'affascinante storia del "bambino struzzo perduto nel deserto", ovvero l'incredibile vicenda di Hadara, un bambino nato in una famiglia nomade che, a soli due anni, si è smarrito durante una violenta tempesta di sabbia. Destinato a una morte quasi certa, viene invece salvato da un gruppo di struzzi che lo accolgono come parte del loro branco. Per dieci anni, gli animali gli offrono protezione e gli insegnano a sopravvivere tra dune e sole implacabile.
Il regista francese Gilles de Maistre continua a lavorare su quello che è ormai un vero e proprio format di cinema spettacolare adatto a tutta la famiglia con la riproposizione di storie che vedono al loro centro la compresenza di un umano e di un animale.
La fotografia è calda e suadente, il montaggio fluido e invisibile, la musica evocativa, i costumi appena usciti dalla sartoria, ma a mancare è un po' il cuore dell'imprevedibilità.
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3.57 - CONSIGLIATO SÌ
Un insegnante russo documenta la trasformazione della sua scuola cittadina in un centro di reclutamento di guerra durante l'invasione dell'Ucraina, rivelando i dilemmi etici che gli educatori affrontano tra propaganda e militarizzazione Espandi ▽
Pavel “Pasha” Talankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio dell’”operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera, discorsi patriottici dei docenti, piccole parate militariste. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione rivolta soprattutto a chi vive al di fuori dai confini. Ciò che risulta essere più interessante in questo film, realizzato con i materiali registrati dal giovane filmmaker che è riuscito a lasciare la Russia prima di essere prima o poi arrestato, è sicuramente la documentazione di come un regime provi ad insinuarsi a forza nelle coscienze dei meno culturalmente attrezzati, cioè dei più giovani in età scolastica.
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3.87 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Beatificato a priori, questo film ha chiuso tre parabole: ricerca, carriera e vita.
Drammatico,
Gran Bretagna,
USA 1999.
Durata 160 Minuti. Consigli per la visione:
Due coniugi dell'alta borghesia entrano in un tunnel di sogni ed erotismo, dove i desideri del passato si mescolano con quelli del presente. Espandi ▽
A Manhattan (ricostruita in studio a Pinewood, GB) alla fine del '900, la quieta vita di una giovane e agiata coppia - un medico e una gallerista con una bambina - entra in crisi quando cominciano a incrociarsi desideri, fantasie sessuali, adulteri sognati o mancati.
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4.13 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'ode comica e malinconica sulla condizione umana. Un film toccato dalla grazia, con Toni Servillo che giganteggia.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 131 Minuti.
Ritratto immaginario di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alla fine del mandato. Tra dilemmi morali sulle grazie e vita privata, dovrà scegliere. Espandi ▽
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora, ha due figli. Si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia.
La grazia non è un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti.
Nel film si incrociano le pause del cinema di Sorrentino ma in realtà non c'è un attimo di tregua. La forma, che segna sempre l'identità della sua opera, accompagna il piacere autentico del racconto. Per questo, oltre ad essere sorretto da Toni Servillo che giganteggia, è un dramma privato, una commedia dell'assurdo, un film sentimentale. Un'ode sulla condizione umana. Allegra e triste. Comica e malinconica. Un film toccato dalla grazia.
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3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto.
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3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Espandi ▽
Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
In
Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos.
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3.85 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Philip, attore americano in Giappone, lavora per "Rental Family", offrendo affetto a pagamento. Scoprirà però che separarsi dai clienti è la parte più difficile. Espandi ▽
Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro. Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani. È
Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di
The Whale. Nell’era dell’individualismo sfrenato, Hikari riesce a firmare un film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo e sul bisogno di relazioni umane autentiche. Un film originale, mainstream e universale che sfida la retorica del buonismo senza mai rinunciare all’ironia, riuscendo nell’impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda, ricordando che in ogni parte del mondo e a ogni età non ci si salva mai da soli.
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3.18 - CONSIGLIATO SÌ
A un passo dal musical, una favola che conferma il cinema originale di Rocco Papaleo.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 103 Minuti.
Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Espandi ▽
Biagio Riccio è un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare è diventato una guida turistica. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro, un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato. A seguire Biagio c'è suo nipote Luciano, un ventenne che ha rinunciato all'università e quattro donne che hanno avuto guai con la legge.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale.
Il tono da favola eccede nella rappresentazione di una casa di accoglienza che sembra un resort per vacanze e in un gruppo di figure eccentriche tutte convenientemente giustificate nelle loro trasgressioni legali, ma il cinema di Papaleo si riconferma "un modo di stare al mondo" originale e sui generis, e ha come al solito un piacevole swing tutto suo.
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3.63 - CONSIGLIATO SÌ
Ozon indovina il giusto equilibrio tra la fedeltà al testo di Camus e la necessità di personalizzarlo.
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Francia 2025.
Durata 120 Minuti.
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Espandi ▽
Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d'ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento...
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3.33 - CONSIGLIATO SÌ
Sei personaggi e un solo attore: Carlo Verdone. Un debutto straordinario.
Commedia,
Italia 1980.
Durata 99 Minuti.
Il film lanciò il cabarettista romano Carlo Verdone che vi interpreta ben cinque personaggi: un bulletto, un prete, un hippy di mezza età, un professore e un tipo asfissiante. Espandi ▽
Roma, in prossimità del Ferragosto. Enzo, classico macho di quartiere, ha programmato una vacanza in Polonia con l'intento di accalappiare ragazze grazie a penne biro e calze di nylon. Porta con sé l'amico Sergio che non sarà proprio di aiuto. Ruggero è diventato un hippie ma il padre, che sa dove andarlo a cercare, se lo porta a casa, per cercare di fargli cambiare vita grazie alla collaborazione di un prete, di un professore e di un parente. Leo è rimasto un bambino mai cresciuto che non raggiunge la madre a Ladispoli per dare alloggio a Marisol, una turista spagnola che non ha trovato posto in ostello.
L'esordio sul grande schermo di Verdone che si fa in sei sul set e inoltre si colloca dietro la macchina da presa. Fin dal suo esordio cinematografico Verdone li mette alla berlina ma al contempo ne compiange la condizione di incompletezza praticamente cronica e molto meno curabile della calcolosi alla cistifellea che fa la sua comparsa nel film.
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2.84 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia che perde la genuinità dell'ispirazione in una trama caotica.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 94 Minuti.
Il film è ispirato all'omonima canzone Cena di Classe dei Pinguini Tattici Nucleari, vero e proprio manifesto generazionale. Espandi ▽
Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex “ragazzi della D”, oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo: i due “pappagallini” Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell’occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui “non si è mai messo insieme”, fa l’avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all’interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.
Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis
Una notte da leoni, ma anche il nostrano
I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm
I ragazzi della terza C come
Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di
Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù. La genuinità dell’ispirazione, e il dolore autentico di certe riflessioni generazionali, si perde in una trama caotica scritta a troppe mani, che impila accadimenti improbabili e facile retorica, mancando ad ogni passo il bersaglio tanto comico quanto drammatico.
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3.82 - CONSIGLIATO SÌ
In perfetto equilibrio tra fiaba e realtà, un esordio che dimostra che il particolare può avere una risonanza universale.
Drammatico,
Iraq,
USA,
Qatar 2025.
Durata 102 Minuti.
Nell'Iraq di Saddam, la piccola Lamia deve trovare gli ingredienti per la torta del presidente, pena il carcere o la morte. Un'impresa di sopravvivenza. Espandi ▽
Primavera 1990. Sull’Iraq pesano le sanzioni dell’ONU. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L’ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all’alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari per la torta del presidente, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico. Hasan Hadi, procedendo a partire da un personale ricordo d’infanzia, instaura una premessa che sa immediatamente di paradosso e dunque contiene in sé tanto il motore di una possibile commedia quanto la natura dell’impresa impossibile tipica della fiaba, ma di fatto fotografa una drammatica realtà.
La torta del presidente è anche la dimostrazione che il particolare, quando sincero e sentito, ha risonanza universale.
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3.67 - CONSIGLIATO SÌ
Un racconto che ruota attorno a un punto di rottura. Una fotografia del presente, scattata con gentilezza, ma crudamente a fuoco.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 92 Minuti.
Un fotografo di successo lascia tutto per dedicarsi alla scrittura e scopre la povertà. Espandi ▽
All'età di quarantadue anni, Paul Marquet lascia il lavoro di fotografo, che ha assicurato a lungo il suo benessere e quello della sua famiglia, per fare lo scrittore. Rimasto single, si ritrova a fare i conti con la necessità di guadagnare il minimo per vivere, proteggendo però il tempo necessario alla scrittura, processo di per sé lento e incerto, per il quale non esiste una formula magica.
Ed è proprio di questo che parla il quinto lungometraggio di Valérie Donzelli, del fatto che non ci sono soluzioni win-win, per dirla con la lingua della presunta praticità: la libertà costa cara a chi non nasce privilegiato; fare quello che si ama, seguire la propria vocazione, anche se esclusivamente auto percepita, vuol dire rinunciare a moltissimo.
Attraverso la delicatezza dei tratti, dei gesti, della voce del suo protagonista assoluto, Bastien Bouillon, il film racconta che la povertà e la solitudine non sono condizioni romantiche ma dure.
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3.15 - CONSIGLIATO SÌ
Perfetto nella fusione tra live-action e animazione 2D, resta a distanza di 30 anni divertentissimo, moderno e sperimentale.
Commedia,
USA 1996.
Durata 87 Minuti. Consigli per la visione:
Un extraterrestre decisamente cattivo ha bisogno di nuovi personaggi per il suo Luna Park. Ruba quindi le capacità dei giocatori di basket dell'NBA. Espandi ▽
Michael Jordan, dopo che il padre viene assassinato, annuncia il suo ritiro dalla pallacanestro e inizia la carriera nel baseball anche se con risultati modesti. Intanto in un pianeta alieno, il luna-park Moron Mountain sta attraversando un momento di crisi. Così Mr. Swackhammer, l'avido e malvagio proprietario, decide di far rapire i Looney Tunes dai Nerdlucks che mettono in atto un diabolico piano; rubano il talento a cinque dei migliori cestisti della NBA e si trasformano nei Monstars, cambiando la statura e l'aspetto trasformandosi così in un quintetto imbattibile. A questo punto i Looney Tunes sequestrano Michael Jordan mentre sta giocando una partita di golf. Il campione, inizialmente riluttante, accetta di giocare con loro dopo essere stato provocato dai Monstars.
Il film resta subito sorprendente nella perfetta fusione tra live-action e animazione 2D. Space Jam fa contenti tutti: gli appassionati di basket, di cinema e dei cartoons Warner. Quando è uscito in sala è stato un grande successo. Costato 80 milioni di dollari, ha superato al box-office i 230. Ora dopo 30 anni, appare ancora più moderno ma anche sperimentale.
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3.64 - CONSIGLIATO SÌ
Forte e coloratissimo, un adattamento animato della biografia creativa di Amélie Nothomb.
Animazione,
Francia 2025.
Durata 75 Minuti.
Un viaggio nella magica dimensione della prima infanzia raccontata attraverso lo sguardo innocente, poetico e profondamente attento di una bambina di tre anni. Espandi ▽
In principio era il nulla. E Dio vide che questo era un bene: il nulla lo appagava totalmente e Dio non sentiva il bisogno di muoversi né di comunicare.
Dio, altrimenti detto "il tubo", per il modo in cui cibo e liquidi attraversano il suo corpo senza impedimenti, altri non è che la piccola, piccolissima Amélie, nei giorni della sua prima infanzia in Giappone. La sua vera nascita, intesa come l'uscita dallo stadio vegetale e da un'invidiabile stato di atarassia, avviene alla benemerita età di due anni e mezzo, nel 1970, grazie all'assaggio di un pezzetto di cioccolato bianco belga, portato nel paese del Sol Levante dalla nonna materna.
La piccola Amélie è la trasposizione fedele di quei ricordi colorati e sformati dalle iperbole, dalle metafore e dai paradossi che caratterizzano lo stile e la verve dei libri di Amélie Nothomb. Dedicato al tempo della prima infanzia, è da una prospettiva adulta che questo racconto esistenziale e irriverente, venato di profonda nostalgia, si fa apprezzare al suo meglio.
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2.70 - CONSIGLIATO SÌ
Tra passato e presente, uno sguardo ammorbidito, ma non del tutto agiografico, sulla lady di ferro.
Biografico,
Gran Bretagna 2011.
Durata 105 Minuti.
La storia di una donna che ha rotto le barriere del genere e della classe per essere ascoltata in un mondo dominato dagli uomini. Espandi ▽
Chester Square, oggi. L'ottantenne Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, affetta da una crescente demenza senile, parla con il marito Denis, morto da anni, mentre resiste alla necessità di liberarsi del guardaroba dell'uomo e insieme combatte strenuamente la perdita del suo immenso potere e l'inesorabile passare del tempo. Nota per la sua politica ultraconservatrice e per le scelte controverse in campo nazionale e internazionale, la Thatcher - racconta il film - è stata una donna che all'ambizione politica ha immolato se stessa e la sua vita privata.
Se si può solo restare ammirati da un talento che non scema e anzi probabilmente cresce, come quello di Meryl Streep, qui nella performance che ne farà un'icona elevata alla seconda, il resto del film controbilancia tanto entusiasmo e si dispiega su un binario pianamente biografico: pianeggianti sono, infatti, la regia di Phyllida Loyd e la scrittura di Abi Morgan, forse più felice in sede televisiva che cinematografica.
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3.62 - CONSIGLIATO SÌ
Da tempo non si vedeva un'adolescenza raccontata in questo modo. Un film pieno di consapevolezza e libertà.
Drammatico,
Italia,
Francia 2025.
Durata 102 Minuti.
Settembre 2007, Trieste. Fred, unica ragazza in una classe maschile, rompe gli equilibri tra tre amici storici. Per essere accettata, dovrà fare scelte difficili. Espandi ▽
Fred, diciassettenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per spendere il suo ultimo anno di superiori. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione sarcastico. I tre si appartengono da sempre. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno dei ragazzi la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.
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3.67 - CONSIGLIATO SÌ
Un cartone animato che continua la tradizione Disney Pixar di affrontare argomenti delicati con un piglio coraggioso.
Animazione,
Avventura,
Commedia -
USA 2026.
Durata 104 Minuti.
Una scienziata finisce nel corpo di un castoro. Un film Pixar a tema ecologista. Espandi ▽
Mabel Tanaka è stata una bambina ribelle preoccupata di salvare tutti gli animali, e ora è un’attivista 19enne che si batte in difesa dell’ambiente e della fauna. L’amore per la natura le è stato trasmesso dalla nonna, che la portava sempre davanti ad uno stagno pieno di animali e che, prima di morire, le ha raccomandato di proteggere sempre quel luogo incontaminato. Ma il sindaco della città, Jerry Generazzo, vuole costruire un’enorme tangenziale proprio sopra lo stagno, e per ottenere il permesso dal comune ha sgomberato quel luogo magico di ogni creatura vivente, con l’aiuto di speaker giganti che emettono suoni intollerabili per gli animali. Mabel riesce a liberarsi degli speaker e viene a sapere che basterebbe che un castoro tornasse a costruire una diga nello stagno perché tutti gli altri animali tornassero a ripopolarlo. Se solo lei potesse trasformarsi in un castoro…ma a questo penserà la Dottoressa Sam, una scienziata bizzarra che ha trovato il modo di trasferire il cervello umano dentro il corpo di robot con le sembianze di animali.
Jumpers – Un salto tra gli animali è il nuovo cartone animato Disney Pixar e fa del suo meglio per continuare la tradizione di affrontare argomenti delicati con un piglio coraggioso. In questo caso si parla di tutela dell’ambiente, ma anche del senso di impotenza che i giovani provano davanti alla crisi climatica come davanti all’avidità incontenibile degli adulti che hanno in mano le leve del potere. La regia segue le avventure emozionanti della protagonista, spesso al ritmo di hit anni ’70 e ’80 come You Make Me Feel Like Dancing di Leo Sayer o Working for the Weekend di Loverboy, senza dimenticare i momenti in cui i personaggi devono fermarsi ad ascoltare e ragionare con calma sulle cose.
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3.01 - CONSIGLIATO SÌ
Un lato del leggendario compositore polacco che non si trova nei libri di storia: quello di un dandy amante del divertimento, un virtuoso del pianoforte e un uomo affascinante. Espandi ▽
Parigi, 1835. A 25 anni Frédéric Chopin è all'apice della fama: celebrato nei salotti parigini, adorato dall'aristocrazia e dal Re di Francia. Ma la diagnosi di una tubercolosi in uno stadio avanzato lo pone di fronte a un bivio: provare a curarsi e prolungare l'esistenza rinunciando a tutto ciò che la rende speciale o bruciare la fiamma velocemente dedicandosi alla musica e alle gioie della vita?
Un famoso brano di Neil Young parlava della ruggine "che non dorme mai" e di come un vero artista preferisca bruciare che spegnersi lentamente. Una filosofia che potrebbe adattarsi allo Chopin immortalato da Michal Kwiecinski in questo ricco biopic polacco, che si concentra sugli anni parigini del compositore.
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3.77 - CONSIGLIATO SÌ
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo.
Documentario,
Drammatico -
Svizzera 2024.
Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale.
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3.04 - CONSIGLIATO SÌ
Un film delicatissimo che racconta attraverso gli occhi di un robot i sentimenti umani e il valore dei ricordi.
Fantascienza,
Giappone 2015.
Durata 101 Minuti.
Un diario di bordo post-apocalittico di una corriera robot che cerca di capire i sentimenti umani. Espandi ▽
In un futuro lontano gli uomini si sono pressoché autodistrutti con il loro sviluppo tecnologico sconsiderato. L’universo è ora dominato dalle intelligenze artificiali, proprio come la nostra protagonista: Suzuki Yoko, un’IA che, viaggiando sulla sua astronave dall’aspetto vintage, si occupa di consegnare pacchi per gli ultimi esseri umani disseminati per la galassia. Ogni consegna può significare anche decine di anni di attesa per i mittenti, Yoko non capisce, perché aspettare per tutto quel tempo degli oggetti così insignificanti? Ma è solo con l’ascolto e con gli incontri che Yoko riuscirà a rendersi conto del capitale emotivo investito in quei pacchi così apparentemente insignificanti.
The Whispering Star è un “nikki” delicatissimo, che attraverso gli occhi e i resoconti di un robot, si interroga sulle emozioni umane. Ma non c’è solo questo: è anche una storia di morte, di orgoglio nel sopravvivere e di necessità del ricordo. Ciò che Sono vuole dirci con il suo film è che i nostri ricordi sono tutto ciò che avremo mai, l’unica dimensione definitiva che l’uomo può permettersi di rincorrere: è la
nostalghia di Tarkovskij, quell’aura magica e incorruttibile che solo il tempo può donare al nostro passato.
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Una donna abituata a cambiare uomo con la massima disinvoltura si imbatte in un dongiovanni. Il tipo le piace e glielo dimostra, ma lui non si scompon... Espandi ▽
Una donna abituata a cambiare uomo con la massima disinvoltura si imbatte in un dongiovanni. Il tipo le piace e glielo dimostra, ma lui non si scompone. Dopo un po', invece, gli scoppia la cotta.
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3.09 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera perturbante che fa sollevare domande allo spettatore. Anche sul presente.
Horror,
Giappone 2001.
Durata 99 Minuti.
54 ragazze del liceo si suicidano gettandosi contemporaneamente sotto un treno in corsa nella metropolitana. Mentre il detective Kuroda si occupa del caso, Tokyo è sconvolta da un'ondata di misteriosi suicidi. Espandi ▽
54 studentesse decidono di gettarsi sui binari della metropolitana mentre il treno sta arrivando in stazione. Un atto inspiegabile, che inaugura una lunga serie di suicidi che colpirà Tokyo e sui quali inizieranno ad indagare l'ispettore Kuroda e la sua squadra.
Difficile giudicare Suicide Club cercando di prescindere dallo choc del suo incipit. Primo capitolo di una sorta di trilogia tematica che proseguirà con
Noriko's Dinner Table, il film resta comunque un'opera seminale per comprendere l'immaginario di Sono e, più in generale, una certa deriva del cinema giapponese dei primi anni Duemila.
Imperfetto, diseguale, a tratti persino caotico,
Suicide Club conserva però una capacità rara: quella di disturbare davvero, insinuando nello spettatore un senso di inquietudine che va oltre la visione e si radica in una percezione più ampia del presente.
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2.90 - CONSIGLIATO SÌ
Tekla Taidelli torna a occuparsi, senza moralismi ma con una straordinaria empatia, dei suoi personaggi perduti.
Drammatico,
Italia,
Portogallo 2025.
Durata 90 Minuti.
Leo, intrappolato in lavori precari e dipendenze, incontra Jo-Jo, enigmatica e ferita. Insieme partono verso il Portogallo alla ricerca di libertà e senso. Espandi ▽
Leo ha 20 anni e una vita in bianco e nero. Le sue giornate iniziano sempre alle 6:06, tra lavori miserabili e una corsa senza fine per procurarsi la dose successiva. Ogni tentativo di cambiare, scappare, lo riporta sempre allo stesso punto: l'inizio. Finché non incontra Jo-Jo: coetanea enigmatica, parla solo francese e guida un caravan come se fosse in fuga da qualcosa. Anche lei porta un dolore profondo. Jo-Jo non è una salvezza facile ma è il caos di cui Leo ha bisogno. Lei ha i suoi demoni. In qualche modo sa vedere attraverso le crepe di Leo. Insieme partono verso il Portogallo, tra paesaggi onirici e polverosi, dove le loro anime si incontrano e parlano finalmente la stessa lingua.
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Uno spettacolo in 4D dedicato a presentare la "Storia della Città: l'evoluzione di Roma nello spazio e nel tempo". Espandi ▽
Ideato e realizzato da Paco Lanciano, "Welcome to Rome" è uno spettacolo in 4D dedicato a presentare la "Storia della Città: l'evoluzione di Roma nello spazio e nel tempo". Si tratta di un racconto della storia di Roma realizzato utilizzando strumenti tecnologicamente all'avanguardia, interattivi ed immersivi: questo permette ai visitatori di compiere una vera e propria esperienza di viaggio nel tempo e nello spazio, sulla scia di quanto già realizzato da Paco Lanciano e Piero Angela in numerosi altri luoghi, tra i quali Palazzo Valentini, il Foro di Augusto ed il Foro di Cesare.
L'idea è quella realizzare, per la prima volta in Italia, una "grande macchina" per "raccontare" la città, le sue storie e le sue evoluzioni urbanistiche, architettoniche ed artistiche. Un "viaggio nel tempo", perché ci si trova di volta in volta immersi nelle diverse epoche storiche che hanno caratterizzato l'evoluzione della città.
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Primo spettacolo ore 09.00. Ultimo spettacolo ore 18.00 (uno spettacolo ogni 30 minuti)
Un gruppo di pescatori napoletani opera in Sicilia e non ha vita facile. Salvatore, il capitano, tentando di ottenere più pescato sconfina nelle acque nordafricane mettendo a repentaglio la vita degli uomini. Espandi ▽
Un gruppo di pescatori napoletani opera in Sicilia e non ha vita facile. Salvatore, il capitano, tentando di ottenere più pescato sconfina nelle acque nordafricane mettendo a repentaglio la vita degli uomini. I quali decidono di tornare a Napoli. Franco, che è il più giovane, però vorrebbe lasciar perdere tutto e andarsene in America, mentre Salvatore si trova contro la camorra e i pescatori del posto. Quando poi Rosa, la fidanzata di Franco, viene uccisa accidentalmente da un ragazzino tutto sembra precipitare. Anche se, forse, gli resta un'ultima occasione. Opera che guarda con occhio lucido e partecipe alla vita di "ultimi" quali sono i pescatori, avvalendosi di attori non professionisti che offrono al film una ruvida schiettezza.
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3.42 - CONSIGLIATO SÌ
I preparativi di un paramento simbolico: un film che offre l'occasione di abbandonare i ritmi frenetici.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 70 Minuti.
A Santa Cecilia, due agnelli diventano il cuore di un antico rito: dalla loro lana il pallio papale, mentre nell'Anno Santo il Papa si ammala. Espandi ▽
Si segue il percorso compiuto da due agnelli che non debbono essere sacrificati, come accadeva nei riti dell'Antico testamento, ma, molto più semplicemente, accuditi per essere poi tosati. La loro lana servirà per tessere uno dei paramenti più simbolici ed antichi nella Chiesa Cattolica. Ad occuparsene sono le suore di clausura del convento romano di Santa Cecilia in Trastevere.
Il processo di preparazione dei pallio diviene occasione per assumere i tempi e i ritmi delle suore che li tessono e li cuciono.
Chi vuole abbandonare i ritmi frenetici della contemporaneità per lasciarsi andare ad un fluire diverso del tempo trova qui un'ottima possibilità di farlo grazie ad immagini che ci propongono una scelta di vita molto diversa dal consueto.
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Una donna sorda deve affrontare le difficoltà di crescere un figlio. Espandi ▽
Ángela, una donna sorda, aspetta un bambino dal suo compagno udente, Héctor. L'arrivo del bambino provoca una crisi nella loro relazione, costringendo Ángela ad affrontare le sfide di crescere sua figlia in un mondo che non è fatto per lei.
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Dopo la morte del padre Antonio, i suoi tre figli ormai grandi e le rispettive famiglie si riuniscono nella sua modesta casa di vacanza per prepararla alla vendita. Durante il loro breve soggiorno, ricordi e segreti a lungo sepolti emergono in superficie.
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Un doc che esamina come il veganesimo stia entrando nella società italiana, spesso superando pregiudizi e incomprensioni. Espandi ▽
In Italia il cibo è sacro. Le tradizioni non si toccano. O forse sì. Una parte sempre più ampia della popolazione ha deciso di riscriverle. Dallo sport alla medicina, dalla ristorazione all'attivismo, i vegani fanno fronte comune per demolire miti e pregiudizi su quella che non è una moda, ma una trasformazione culturale.
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Dopo essere stata violentata a una festa, Alexandra si isola quando suo fratello Adrian dubita della sua storia. Mentre lei cerca di sopravvivere attraverso il teatro, interpretando Medea, Adrian sprofonda nell'oscurità in cerca di vendetta.
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