Un gol che assomiglia a una liberazione. Il profumo è quello forte del ritorno alla vita. Lo ha realizzato domenica Bruno Petrone, diciottenne attaccante dell’Angri: ha regalato la salvezza ai suoi nella vittoria 3-1 contro il Castelpoto, ma il motivo della sua esultanza è soprattutto un altro. Ha chiuso virtualmente un ‘capitolo’ molto difficile della sua vita. Il 27 dicembre scorso Bruno era con gli amici a Chiaia, quando cinque minorenni – su due scooter- lo hanno accoltellato colpendolo al fianco e al ventre. Petrone fu operato d’urgenza (gli è stata asportata la milza) e poi fu ricoverato in rianimazione e prognosi riservata.
Pochi giorni dopo l’aggressione, i presunti colpevoli sono stati subito individuati – adolescenti tra i quindici e i diciassette anni – grazie alle telecamere di sicurezza poste in via Bisignano, nel cuore di Chiaia. Bruno ha lottato come un leone e ha superato il momento critico ritornando al suo amore che è il calcio. Si è sbloccato proprio nella partita decisiva della stagione: l’Angri, squadra del campionato di Eccellenza, appena acquistata dall’ex pallanuotista Fabio Baraldi, ha festeggiato assieme a Bruno che ha mostrato le cicatrici al momento dell’esultanza: è stato il suo modo per esorcizzare quanto accaduto e andare avanti. Bruno – che a giugno compirà 19 anni – è un calciatore di talento e sta già pensando alla prossima stagione.