Il denaro, gli ideali, l’Antartide

Barbara Ronchi e Silvio Orlando in "Antartica. Quasi una fiaba"
Barbara Ronchi e Silvio Orlando in "Antartica. Quasi una fiaba" 

In uscita il primo film da regista di Lucia Calamaro

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Esce il 7 maggio al cinema il primo film di Lucia Calamaro, drammaturga e regista di teatro geniale. Riconosciuto, il suo straordinario talento. Premi Ubu, completo il repertorio della critica, fama internazionale. Il giudizio è unanime e conclamato all’estero, cosa che in Italia fa sempre molta impressione.

Io però, avverto, ho una passione per lei: abbiamo lavorato insieme in teatro con la ripresa di L’origine del mondo — il suo testo forse più celebre, un classico contemporaneo — e non sono mai stata così felice.

A me Lucia, il suo testo, il suo modo di esserci e non esserci, la sua visione delle cose grandi e piccole del mondo mi hanno resa felice e mi hanno fatta più bella la vita. Tra l’altro: in un momento in cui non era facile, era fondamentale ma per niente scontato, avere in dono la bellezza. Perciò sono andata a vedere Antartica. Quasi una fiaba piena di attesa.

È un film bellissimo. È un film di ragazze, è una storia di donne senza nessuna pretesa di esserlo. Ci sono Barbara Ronchi e Valentina Bellè, una più brava dell’altra, che strepitosa gara, che incarnano due scienziate del ghiaccio.

Siamo in un bunker, siamo in un mondo di sotto che è un po’ la replica di questo mondo di sopra: una postazione di solitudini, una base di scienziati che studiano l’origine della vita — cercano di dare un senso al presente in agonia e una prospettiva al futuro. Come tutti, diciamo. C’è da decidere se le scoperte scientifiche debbano servire al bene comune, all’orizzonte di tutti — un possibile migliore futuro — o se debbano essere messe al servizio del denaro, del profitto: se le compra uno, ci fa i soldi, e pazienza per gli altri.

Silvio Orlando è il capo missione. Malinconico, come lui è sempre, il maschio alla guida, come per noi è sempre. La sensazione è che se Lucia Calamaro fosse stata lasciata del tutto libera avrebbe prodotto un film ancora più fantasmagorico, ma ci sono le regole del mercato, appunto, non solo tra i ghiacci. Meno male che questo film esiste: andate a vederlo.


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