ROMA – Flessibile e veloce nelle sue decisioni, Ryanair sta dimostrando una notevole capacità di adattamento alla guerra in Medio Oriente, al caro cherosene, alla possibile carenza di cherosene per aerei.
Lo dimostrano i i dati di aprile 2026, quando la compagnia aerea irlandese ha trasportato 19,3 milioni di passeggeri con una crescita di 10 milioni rispetto ad aprile dell’anno scorso (quando il conflitto non c’era). A aprile 2026, il vettore ha operato 108 mila decolli. Il tasso di riempimento dei velivoli è altissimo, pari al 93%.
In positivo è anche il dato che fotografa l’andamento degli ultimi 12 mesi. In questa finestra, Ryanair ha imbarcato 209,3 milioni di persone con un aumento di otto milioni rispetto al periodo aprile 2024-aprile 2025. Il tasso di riempimento degli aeromobili è sempre elevato: occupati di media 94 dei posti disponibili ogni 100.
Fino a giugno
All’inizio della crisi, la compagnia low cost ha dato l’allarme spiegando che avrebbe accusato carenze di cherosene già a maggio 2026, a causa del sostanziale blocco delle importazioni del carburante dal Golfo Persico. A fine aprile, però, Michael O’ Leary – ad del gruppo Ryanair – è stato meno pessimista. Il manager ha detto che i suoi fornitori assicuravano forniture fino a tutto giugno.
Il vettore si è anche organizzato per resistere allo choc del caro cherosene. Come e forse più degli altri gruppi, ha sottoscritto assicurazioni per comprare carburante a prezzi garantiti, più bassi rispetto a quelli che prendono forma sul mercato.
Il meccanismo assicurativo (detto hedging) permette a Ryanair di acquistare la gran parte del cherosene necessario per il 2026 a tariffe calmierate. Fino all’85% delle forniture arriva nei suoi serbatoi a circa 78 dollari al barile. Già a marzo, il prezzo del carburante per aerei è salito sul mercato a 150 dollari, di media.
La compagnia si sarebbe assicurata l’80% dei rifornimenti a prezzi bassi anche per il 2027.
Le rotte
Ryanair ha sviluppato una rete di collegamenti centrata soprattutto su Europa, Nord Africa e bacino mediterraneo occidentale. Se la guerra riduce voli su Israele, Giordania o rotte che attraversano certe aree, l’impatto sul gruppo è limitato.
Quando una rotta diventa rischiosa o meno redditizia, Ryanair tende a tagliare rapidamente e a rimettere aerei su mercati più solidi: Spagna, Italia, Polonia, Balcani, Regno Unito, isole. I collegamenti premiano le persone che volano per godersi un fine settimana in località ad alto richiamo turistico.
In un clima di incertezza, i viaggiatori diventano più sensibili al prezzo. Grazie alle sue tariffe aggressive, il vettore può intercettare passeggeri che magari rinunciano a viaggi più costosi o a lungo raggio.