Entrare nella mente di Zadie Smith, seguirne i ragionamenti mentre osserva un manufatto, un quadro, un film, una vita, comporta l’abbandono di bussole e navigatori. E il risveglio di qualcosa che dentro di noi – da qualche parte – dev’essere rimasta: si chiama coscienza, e sarà bene tenerla viva. Tenerla accesa per essere in grado di riconoscere il nostro stesso dolore nella pena di qualcuno che …