Un rifugio sereno per dare libero sfogo alla creatività: è la casa a Madrid Agustina Macri a Madrid.
Sembra incredibile che oggi piova a dirotto, perché una volta entrati nella casa di Agustina Macri, nel cuore di Madrid, si viene investiti da una sensazione di luce e calore molto confortante. La regista, figlia dell’ex presidente argentino Mauricio Macri, è impegnata in cucina a preparare tè, caffè e mate per tutti i presenti, quando Isabel Fraga, fondatrice di Rinoceronte Arquitectura, appare dalla porta, bagnata fradicia. Ridendo, si scusa per un minuto ed entra in casa, pronta a prepararsi per la sessione, con la familiarità di una vecchia amica. Il rapporto tra le due risale a dieci anni fa, quando si sono conosciute, appunto, tramite amici comuni.
“Ricordo che andai a casa di Isa e me ne innamorai”, racconta Agustina. “Mi piaceva la ristrutturazione che aveva fatto, il trattamento degli spazi e i soffitti alti, la calma e la leggerezza che trasmetteva. Volevo qualcosa di simile”. Isabel, infatti, aveva già lavorato con lei nella sua casa nel quartiere di Palermo (Buenos Aires), quando aveva disegnato il progetto a distanza. Ma è in questo appartamento di 128 metri quadrati nel quartiere di Justicia, l’ex studio della stilista spagnola Sybilla, che ha potuto finalmente essere pienamente coinvolta.
Dettagli originali, ispirati da Vincent Van Duysen
È stato un progetto ambizioso: una delle sfide più complesse è stata quella di trovare lo spazio sufficiente per le tre camere da letto, i due bagni separati, la cucina con isola e la zona lavanderia di cui aveva bisogno la padrona di casa. Ma non era l’unico requisito. “La premessa era che la casa dovesse respirare”, dice l’architetta. “E la luce. Agustina mi ha detto: ‘Visto che riesci a ricavarla da dove non c’è, vediamo cosa puoi fare’”. La pianta originale, pur avendo tre balconi che si affacciano sulla strada - le finestre con chiusura a cremonese e gli infissi originali sono stati recuperati - aveva un corridoio lungo e buio e tre muri portanti paralleli alla facciata che rendevano difficile il compito. Per eliminare le barriere visive, è stata utilizzata un’ingegnosa struttura di pareti divisorie a T in acciaio e vetro, realizzata su misura, che potrebbe quasi essere considerata un'opera di ingegneria. “Cercavamo un profilo così sottile che non si stabilizzasse finché non abbiamo aggiunto il vetro, il tutto grazie a Vincent Van Duysen”, scherza Isabel, che annovera tra i suoi riferimenti anche Álvaro Siza e Sanaa, lo studio di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa.
Spazio per i libri e per creare
Il minimalismo del designer belga è stato il punto di partenza per Agustina, che in questo momento sta chiacchierando animatamente con il fotografo in salotto. Gli scaffali mostrano i suoi numerosi interessi, dalla collezione di vinili, che sarà presto completa quando porterà il resto da Buenos Aires, alla macchina da scrivere Olivetti, un regalo della famiglia italiana che “sta usando di più Berni, ultimamente”, osserva, riferendosi alla sua compagna, la designer di gioielli Bernardita Barreiro. Ci sono anche libri. Tanti. Tra cui quello che ha scritto su suo nonno, il pilota automobilistico Juan Manuel Bordeu. “Che male c’è ad avere più libri di quanti se ne possano leggere”, dice, citando la saggezza giapponese dello tsundoku. La sua bibliofilia, paragonabile a quella di Umberto Eco e al famoso concetto di anti-biblioteca, divulgato dallo studioso Nassim Taleb, le serve anche come strumento di lavoro per raccontare storie di donne prodigiose. Come quella dell’anarchica Soledad Rosas, protagonista del suo primo film, Soledad, (2018) o la lotta in miniera di Carlita Rodríguez ritratta nel secondo, Miss Carbón, (2025).
Ora, tra molti altri progetti - “che porto avanti tutti insieme”, dice ridendo - sta studiando la vita di Dora Maar e il suo rapporto con Picasso per il suo nuovo film. “La sceneggiatura è incentrata sul processo di creazione di Guernica e su come lei sia stata determinante nell’ispirarlo”, dice, “esplora i retroscena del suo ruolo di musa, ma anche quella storia passionale e tossica. Dietro un genio o un grande artista c’è spesso una donna influente”. Una donna straordinaria, una forza creativa come la proprietaria di questa casa, che trova in questa pace domestica, morbida e avvolgente, il contrappunto ideale alla al turbinio di nuove idee.
Articolo pubblicato originariamente sul numero 215 di AD Spagna, e online
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